Try again, provaci ancora Sam

Fine gennaio 2018, periodo di pagelle e quindi di valutazioni. Un elenco di numeri, freddo e drasticamente inequivocabile. Anche in casa Callegaro qualche numero non torna, almeno nelle aspettative. Qualche altro desta preoccupazione. Capita a tutti, anche nelle “migliori” famiglie.

Come genitore non sono particolarmente sconvolto e preoccupato, anche perché è capitato anche a me nel mio precorso scolastico. Non sono mai stato uno studente eccellente, quindi da “peccatore” non posso far altro che comprendere e accogliere i miei figli “peccatori”.

Da pedagogista invece cerco di entrare dentro e dietro i numeri. Operazione complessa perché bisogna operare una contestualizzazione. Sganciare il numero dal suo significato di prodotto e focalizzarsi sul processo. Cioè su come si è giunti a quel risultato. Perché si sa, se si vuole cambiare il prodotto/risultato bisogna cambiare il processo di produzione.

Se dal forno esce una torta che è “na ciofeca” (come dicono a Roma), e vuoi vincere a Bake Off Italia devi farti una domanda: “Dove e quando ho sbagliato?”. Ecco alla fine questa è la domanda principale che ogni studente si deve porre, sempre che voglia veramente risolvere il problema. Qualcosa nel processo di studio e apprendimento non ha funzionato.

Infatti ci sono tantissime variabili:

  • il metodo
  • la gestione dell’ansia e delle emozioni
  • le caratteristiche individuali (quindi gli stili di apprendimento che prevedono modalità diverse di studio)
  • la relazione con gli insegnanti
  • la motivazione la relazione con la classe e con il mondo scuola
  • il fattore C (un po di c**o serve sempre)

Il punto centrale è che per affinare una modalità generale di apprendimento servono tanti e tanti esperimenti, prove che nella maggioranza delle volte sono insuccessi. Anzi si sa che ogni grande successo è il frutto di innumerevoli grandi insuccessi.

Io penso che, alla fine, uno dei grandi insegnamenti che la scuola può dare ai propri studenti è questo: insegnare che il successo è frutto di tanti insuccessi e che bisogna provare, provare, provare fino a che non si porta a casa il risultato.

Da pedagogista invece cerco di entrare dentro e dietro i numeri. Operazione complessa perché bisogna operare una contestualizzazione. Sganciare il numero dal suo significato di prodotto e focalizzarsi sul processo. Cioè su come si è giunti a quel risultato. Perché si sa, se si vuole cambiare il prodotto/risultato bisogna cambiare il processo di produzione.

In questa società dove noi adulti, sbagliando, diamo tutto subito ai nostri figli, non insegnamo la virtù della tenacia. Virtù fondamentale per il successo nella vita. Basta leggere le biografie di chi ha successo: sportivi, imprenditori, attori. Tutti hanno provato, provato e provato. Anche perché lo abbiamo già visto, chi raggiunge il successo immediatamente, senza passare dal crogiolo dell’insuccesso dura poco nella vita.

Quindi se anche tuo figlio/a non ha risultato che si aspetta, tu come genitore fa la cosa giusta: prendilo da parte, guardalo negli occhi e digli: “Try again, provaci ancora Sam!”

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